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Una casa più sicura? Con una regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento!

Inutile dirlo, avere una casa più sicura è una delle nostre priorità, sia per noi stessi che per le nostre famiglie e, naturalmente, anche per i nostri ospiti. Uno dei metodi per elevare i livelli di sicurezza delle nostre abitazioni (e persino dei nostri ambienti lavorativi) si concretizza in una corretta e regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento. Quest’ultimo necessita infatti di costanti controlli e di notevoli attenzioni: in questo modo, sarà possibile avvalersi di efficienza, prestazioni ottimali, risparmio e, per l’appunto, sicurezza.

Per tutti questi motivi, oggi abbiamo deciso di affrontare l’argomento, in maniera tale da fare chiarezza su come una semplice manutenzione può aiutarci a gioire di notevoli standard di comfort sanitario, nonché a ridurre i rischi di imprevisti, problematiche e malfunzionamenti.

La regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento: le altre informazioni da considerare

Quello che abbiamo detto finora si identifica certamente in un insieme di ragioni molto valide per le quali dovremmo rendere la nostra casa più sicura e la nostra abitazione più confortevole tramite regolari interventi di manutenzione. Tuttavia, non abbiamo detto che si tratta di un’abitudine che può aumentare notevolmente la vita operativa di ogni sistema di riscaldamento e che quindi ci evita di doverlo cambiare prima del previsto.

Oltre a questo, è doveroso considerare che la manutenzione (o pulizia) caldaia è resa obbligatoria dalla legge: il DPR 74/2013 decide che abbiamo l’obbligo di avvalerci di interventi di manutenzione ad intervalli di tempo regolari e prestabiliti nel libretto d’uso e manutenzione della caldaia stessa (decreto attuativo dei D.Lgs. 192/05 e 311/06 e s.m.i.). Il medesimo Decreto prevede che, in mancanza del libretto d’uso e manutenzione della caldaia, sia necessario attenersi alla periodicità stabilita da un tecnico specializzato, che si occupi costantemente dell’impianto in questione.

I dettagli da non sottovalutare quando si tratta di manutenzione e revisione

Generalmente, gli interventi di manutenzione e revisione delle caldaie devono essere eseguiti in base alla potenza nominale termica dell’impianto in possesso: le caldaie con potenza inferiore o uguale a 35 kW, che vengono installate nelle abitazioni civili, hanno la necessità di ottenere una regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento e l’abbinata revisione con una cadenza che varia in proporzione all’età dell’apparecchio e in base al tipo di combustibile usato per la sua alimentazione.

D’altra parte, le caldaie con potenza superiore ai 35 kW, che vengono installate nei condomini muniti di un sistema centralizzato, necessitano di una manutenzione e revisione annuale, ma anche del controllo dell’emissione dei fumi (se la caldaia è alimentata con un combustibile solido, liquido o gassoso).

In poche parole, è fondamentale provvedere all’esecuzione della regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento non solo per quanto riguarda la sicurezza e la funzionalità, ma anche da un punto di vista legislativo. Sarà opportuno quindi avvalersi sempre di un professionale e affidabile servizio, che preveda la manutenzione della caldaia in vostro possesso e/o del vostro scaldabagno a gas, l’analisi di combustione (solamente per la caldaia), lo smontaggio e la pulizia di alcuni componenti situati all’interno dell’apparecchio.

 

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Gelo e blocco del riscaldamento: come comportarsi

Durante la stagione invernale le temperature esterne tendono ad abbassarsi e si ha bisogno di riscaldare gli ambienti della propria casa con appositi impianti. Tuttavia, alcune volte (e spesso proprio nel momento di maggiore necessità), la caldaia o il sistema di riscaldamento non funzionano. Sono bloccati e non partono. Sembra paradossale, ma una delle cause più comuni del malfunzionamento del riscaldamento è da imputare al ghiaccio o al gelo. Cosa fare allora? Certamente, chiamare un professionista è la scelta migliore, ma prima ci sono alcune cose che possiamo fare, senza far danni e senza rischiare di peggiorare la situazione. Si tratta di accorgimenti e di efficaci stratagemmi.

Blocco del riscaldamento, quello che dovreste sapere e i primi passi verso la risoluzione del problema

Lo scenario più comune che si presenta quando si cerca di accendere il sistema di riscaldamento è che l’impianto non dia segni di vita, non consentendo né il riscaldamento degli ambienti, né l’utilizzo di acqua calda sanitaria. La causa del cosiddetto “blocco del riscaldamento” è una misura di sicurezza che si attiva automaticamente quando l’impianto evidenzia problemi di malfunzionamento, dovuti spesso al gelo, con lo scopo di evitare pericolose fughe di gas e altri pericoli e/o danni gravi.

In condizioni climatiche avverse, può capitare infatti che il gelo ostruisca o rompa le tubature, provocando il blocco automatico dell’intero impianto. Perciò, se il riscaldamento non funziona, prima di contattare un idraulico o il servizio di assistenza della ditta installatrice dell’impianto, si può cercare di risolvere il problema autonomamente.

Innanzitutto, bisogna verificare se vi è erogazione di acqua calda. Se l’acqua calda non c’è, vuol dire che il problema è circoscritto ai tubi superficiali, situati nella parte inferiore della caldaia. In questo caso, per risolvere il problema basterà riscaldarli. Potrà essere sufficiente farlo con l’ausilio di un phon o poggiando sopra le estremità una borsa dell’acqua calda (naturalmente, questa soluzione potrà risolvere la problematica più lentamente). Trascorso qualche minuto, bisognerà riaprire il rubinetto dell’acqua calda e verificare se essa inizia a scorrere.

Come procedere invece quando si verifica il blocco automatico dell’intero sistema di riscaldamento?

Se con il primo stratagemma il riscaldamento non è ripartito, vuol dire che l’intero sistema è bloccato e, sicuramente, il problema sarà più difficile da risolvere: il gelo non ha congelato solo le tubature esterne, ma anche quelle che si trovano all’interno dei muri. Il blocco automatico può verificarsi anche quando la caldaia si trova all’esterno o non viene utilizzata per molto tempo, causando così l’usura o la rottura del rubinetto di scarico o delle altre unità.

Quando non si accende il riscaldamento, si è soliti notare che la caldaia non funziona e che alcune spie sul pannello segnalano un errore. In questa situazione, è sempre opportuno contattare un idraulico esperto, che sarà in grado di individuare il problema e risolverlo prontamente. Il professionista potrà sostituire i vecchi componenti e far ripartire il riscaldamento in pochissimo tempo. Ad ogni modo, cercare di effettuare una manutenzione periodica sull’impianto è sempre una buona abitudine. Anche puntare su impianti di ultima generazione è certamente una valida soluzione.